'Burnout' come dire 'alla frutta'





“Lo stress è uno stato di ignoranza. Esso crede che ogni cosa sia una emergenza. Nulla è così importante.”


"Magda,....... Magda?!"

“Non ce la faccio più................!"


Chi di voi non si ricorda della povera Magda in Bianco, rosso e Verdone? Dubito che qualcuno possa essersi perso questo capolavoro con un Furio precisetto, ipocondriaco e ossessionato da ordine, perfezione e puntualità. E sua moglie, completamente esaurita che cerca pace chiudendosi al bagno!

Ci ha fatto ridere perché era estremamente comico e perché di fatto nella nostra testa lo collochiamo nel reparto 'film'. Il reparto della finzione e della fantasia.

Purtroppo come spesso accade anche in questo caso la fantasia non e' poi tanto lontana dalla realtà.

Magda è esaurita. In inglese che fa sempre più fico lo chiamiamo "burnout", ma senza nascondersi dietro un dito si chiama esaurimento. Questa parola non ci piace, perché ha il sapore della malattia, mentre in inglese ha un suono senz'altro piú di moda.

Di moda o meno, essere in burnout vuol dire trovarsi in un situazione fisicamente ed emotivamente pessima. Spossatezza, sfinimento, nervi tirati, insonnia e ansia sono solo alcuni dei sintomi dell'esaurimento che e' bene sottolineare può essere piú o meno grave.

Ma dal mio punto di vista vorrei anche sottolineare che il burnout non e' una cosa che ci casca in testa dal cielo, non si tratta di qualcosa che improvvisamente si impossessa di noi e ci manda fuori strada, non ce lo regalano e non e' frutto di una donazione da terzi, ma e' totalmente farina del nostro sacco.

Ognuno di noi decide autonomamente (il più delle volte incoscientemente) di danneggiarsi in questo modo.

Vi e' mai capitato di vedere quelle competizioni assurde tipo Guinness dei primati su chi mangia più hot dog, più pizza o chissà cos'altro?

E cosa pensate mentre il soggetto in questione sta ingurgitando il 45esimo panino?

Ve lo dico io cosa pensate: "ma non scoppia? non muore? non esplode?"

Ecco chi si esaurisce non fa su stesso un lavoretto tanto diverso da quello del mangiatore di panini. E adesso vi spiego perché.


Provate a pensare a quanto e' difficile ricordarvi quando avete iniziato ad essere "occupati" tutto il tempo. Non un minuto libero. Tutto un incastro di impegni di ogni genere, di lavoro, di spesa, di accompagni dei figli, di lavatrici, di casa, di pagamenti, di dentista, di visite mediche, etc etc.... In realtà mentre ci carichiamo di più lavoro e responsabilità credendo di poter fare tutto, lavoriamo molto di più affrontando livelli sempre più elevati di stress. Mentre abusiamo delle nostre possibilità, la nostra mente e il nostro corpo ne pagano il prezzo.

Il burnout non è altro che la conseguenza di fondo delle nostre vite indaffarate. Delle nostre vite riempite a scoppiare da noi che vorremmo essere il meglio in tutto. I migliori genitori, i migliori professionisti con carriere incredibili, possibilmente con dei fisici da urlo, dei figli perfetti capaci di andare a cavallo, nuotare come la Pellegrini, fare i doppi carpiati, suonare il piano come Mozart e nel frattempo accedere ad Harvard a 15 anni per meriti e capacita'.

Tutto questo desiderio di essere i Superman o le Wonder Woman della situazione e' solo una nostra scelta. La scelta di chi non vuole rinunciare a nulla. La scelta di chi non si accontenta di un paio di successi nella vita, ma li vorrebbe tutti e in tutti gli ambiti. La scelta di chi vorrebbe sentirsi adulato e stimato. La scelta di chi crede di valere qualcosa in questo mondo solo grazie ai riconoscimenti che gli altri gli dimostrano; un po' come una donna che pesa 45 chili e continua a dire alle amiche che e' grassa per farsi dire che invece e' magra e sta benissimo, solo per confermare a se stessa che va bene cosi' che quella e' la via giusta per essere adulata e apprezzata. Poi pero' continua cosi' arriva a 40 chili e la ricoverano.

Non fraintendetemi, con questo non voglio dire che non dobbiamo tenerci in forma, ma da uno stile di vita sano a morire di fame c'è una gran bella differenza.

Nello stesso modo tra il pretendere di essere dei Super Eroi e cercare di dare il meglio di noi stessi gioendo dei successi che ne conseguono, c'è anche qui una discreta differenza.

Ma siamo sicuri che fare tutto e' cosi' importante? Siamo certi che la nostra vita lavorativa e non sia davvero una continua emergenza? Vi siete mai chiesti cosa succederebbe se vi fermaste?


Non ve lo chiedete perché la risposta la conoscete già e non vi piace. Non piace a nessuno. Tutti vorremmo essere e sentirci totalmente indispensabili. Tutti vorremmo fare la differenza. Ma la verità é che se ci fermiamo e non ottemperiamo queste continue emergenze, non muore nessuno. La terra non scoppia. Non inizia una guerra e per restare in tema col periodo non scoppia una pandemia. E sotto certi aspetti per fortuna.


Detto questo, qualunque siano le ragioni che portano all'esaurimento, e' necessario considerare che oltre allo stress nella nostra vita quotidiana, la sindrome da burnout ha gravi conseguenze sulla nostra salute fisica e mentale.

Quando ci sentiamo esauriti, perdiamo infatti, tutta la gioia che una volta provavamo nel nostro lavoro e nella nostra vita in generale.

Siamo confusi e perdiamo completamente il controllo del nostro tempo e della nostra energia. Controllo fondamentale per ritrovare una routine ordinata che permetta di ricostruire la propria vita e ritrovare la calma e la motivazione per vivere con soddisfazione.

Più che un semplice aumento dello stress, il burnout provoca uno sfinimento schiacciante, sentimenti di cinismo, distacco dal lavoro e da tutto quello che ci interessava prima e un senso di inefficacia dovuto a mancanza di risultati.

L'esaurimento, in buona sintesi, è una perdita totale di motivazione ed energia senza alcun momento di sollievo.

E chi e' il responsabile di tutto questo?

Quando si cerca un capro espiatorio per l'esaurimento, il primo a cui si tende a dare la colpa e' il lavoro.

E nella maggior parte dei casi, quando le persone parlano di burnout si riferiscono al burnout professionale. Tuttavia, non e' sempre così, ci si può esaurire anche senza lavorare. Basta pensare a tante donne che dopo aver partorito e essersi trovate di fronte ad una vita totalmente nuova e inaspettata, non riuscendo a gestirla finiscono con l'esaurimento nervoso.


Vediamo un po' da cosa potrebbe essere causato il burnout.

A livello individuale potrebbe essere causato da poca autostima, nevrosi e perfezionismo. In altre parole, ad esempio quando ti imponi standard estremamente elevati che poi non riesci a soddisfare o quando pensi che ciò che fai non e' fatto bene perché non ne sei capace.

Sul lato interpersonale, invece, potrebbe essere causato da relazioni difficili con i colleghi al lavoro o con i familiari a casa. Ad esempio, un capo o un collega aggressivo o sgradevole può aggravare lo stress che già vivi al lavoro fino al punto di esaurirti. Infine potrebbe anche essere l'ambiente professionale che vivi, magari male organizzato o animato da richieste assurde e scadenze non realistiche che ti fanno sentire inadeguato o ti costringono ad uno stato ansioso dovuto alla paura di perdere il lavoro per scarse performance.

Io credo che leggendo questa descrizione, molti avranno vissuto situazioni poco felici in ambienti lavorativi o familiari, ma non tutti hanno avuto un esaurimento nervoso. Per fortuna.

Allora quale e' la chiave che scatena questo fenomeno in qualcuno e non in qualcun altro?

La risposta non e' semplice perché come al solito ognuno di noi e' diverso e vive situazioni diverse in momenti diversi. Ad esempio quante volte vi sarete sentiti dire, o avete voi stessi pensato, ma possibile che le cose negative capitano sempre tutte insieme? Ecco questa ad esempio potrebbe essere una risposta. A volte un concatenarsi di situazioni spiacevoli in un momento della vita in cui ci sente deboli e poco energici può farci sentire completamente sopraffatti e consumare completamente le nostre energie, scatenando ansia e stress dovuti alla convinzione di non potercela fare a sopportare tutto. Tante e tante altre potrebbero essere le cause,.

Ma ritornando al concetto iniziale, ricordiamoci che molte delle ragioni che gran parte delle persone riportano non arrivano dal cielo. Perché se da una parte esistono eventi che non possiamo controllare come le disgrazie oppure le brutte malattie, per tanto altro siamo noi a tenere le redini e siamo noi a stabilire i confini. Di ogni cosa.

Siamo noi che permettiamo a qualcuno di mancarci di rispetto, siamo noi a permettere agli altri di superare o meno alcuni confini e siamo sempre noi a decidere quando dire o non dire "basta". Sta a noi dire ad un capo "scusa, ma adesso devo andare" piuttosto che "questo non posso farlo". Avere la paura delle ritorsioni e' legittima, ma ricordiamoci che se non ci rispettano e' perché non ci facciamo rispettare. Ricordiamoci che un capo che non ci stima, non ci stimerà neanche dopo l'ennesimo "si" e se non vorrà premiarci o farci crescere non cambierà idea solo perché assecondiamo ogni suo capriccio.

Mendicare l'apprezzamento non ci farà essere più apprezzati e sopportare un capo capriccioso e incapace di capire le più banali esigenze di un suo sottoposto stressandolo con richieste assurde farà male solo noi, perché renderà la nostra vita un inferno.

Tutto questo lo potremmo controllare quindi se ci capita dovremmo chiederci perché lo stiamo permettendo. Abbiamo paura di restare senza lavoro? Comprensibile. Ma allora perché intanto non muoversi per cercarne un altro anziché restare ad aspettare il miracolo?

Sappiate che e' mentre aspettate il miracolo che si confeziona il burnout. Si confeziona cosi' bene che senza accorgervene ve lo potreste ritrovare tra mani con un bel fiocco rosso.



Purtroppo senza fare passi nulla cambierà. Tutto potrà solo peggiorare. Quindi sempre meglio iniziare a rimboccarsi le maniche.

Il primo passo per combattere il burnout è cercare di capire quali sono i fattori che contribuiscono ad esso: le persone presenti nella vostra vita, le dinamiche a casa e al lavoro e, ultimo ma non per questo meno importante, i tratti della tua personalità che possono spingerti oltre il tuo personale limite. Superato quello c'è la sopraffazione e senza affrontare ciascuno di questi fattori, sarai sempre ad un passo dall'esaurimento.

Se credi di trovarti in una situazione del genere e non riesci a venire a capo della matassa fatti aiutare per tempo. Il burnout fa esplodere la tua vita come una bomba... e se dovesse succederti, ricordati che, nonostante possa sembrare assurdo, c'e' sempre un lato positivo. In questo caso e' lo stimolo a ricominciare tutto daccapo nella ricostruzione di una vita che ci piace di piú, in cui viviamo più per la nostra felicita' e meno per dimostrare agli altri quanto siamo bravi.

E se serve un burnout a far capire a noi stessi che in fondo abbiamo le risorse per farcela e per raggiungere i nostri piccoli o grandi successi, allora che ben venga anche questo!


Adesso torniamo alla povera Magda e facciamoci due risate! Perché la vita è anche imparare a sdrammatizzare le situazioni più antipatiche.


“- Furio: Magda...

- Magda: Sì? [Disperata]

- Furio: Dove ti stai dirigendo?

- Magda: Ma anch'io devo fare i bisogni nella piazzola?

- Furio: Vai, vai! Non sarò certo io a trattenerti con le catene! Vai! Se vuoi andare incontro alla salmonellosi la troverai là, con la mano tesa!

[Magda finalmente si avvia verso il bagno]

- Furio: Magda! [Le porge un oggetto] Almeno usa questo!

- Magda: Ma cosa l'è?

- Furio: Un copri tavoletta sterilizzato, per lo meno cerchiamo di rendere la vita difficile ai bacilli, no?”

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©2019  di Marianna LifeCoach   |   mbova.lifecoach@gmail.com   |   Miami - Roma

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