Comandamento n.11: il perdono.



Colui che non riesce a perdonare gli altri, rompe il ponte su cui lui stesso deve passare.


- Confucio



Alzo la mano e ammetto di non esserne sempre capace. Un outing immediato, anche se da coach dovrei dare il buon esempio e guidarvi nell'abilita' di perdonare facendo il capogruppo con la bandierina alzata, oggi il mio miglior esempio e' la verita'. La verita' e la consapevolezza di cosa so fare e cosa non so fare bene. Ma non saperlo fare non vuol dire non poterlo imparare. Questa volta cerchero' di darvi dei suggerimenti su quello che ha funzionato per me e il mio punto di vista su questo tema.

Lo so che ve lo aspettavate questo articolo, d'altronde dopo averne scritto uno sulla vendetta questo era quasi fisiologico e non potevo tirarmi indietro! :-)


Perdonare (le cose gravi, quelle coltellate che hanno procurato ferite profonde nel cuore) e' difficile. Lo e' per tutti, anche per chi va in chiesa ogni domenica e predica di saperlo fare. E leggendo i dieci comandamenti non l'ho trovato, la cosa mi consola, vuol dire che pure chi li ha scritti ha pensato che fosse meglio non includerlo per la difficolta' di attuarlo. Comunque chi dice di saperlo fare mente. Anche solo parzialmente, ma mente. Non e' vero. Non conosco una sola persona che nella sua vita abbia profondamente e realmente perdonato tutto e tutti. Perche' un conto e' dirlo, un altro e' farlo.

Ma dicono che il perdono si impara anche se non è una cosa facile da fare.

In realta' il prezzo che si paga a non perdonare qualcuno è maggiore di quanto la maggior parte di noi si renda conto. La vita va avanti e ci teniamo impegnati pensando che la soluzione sia dimenticarsi del passato e concentrarsi sul presente o sugli obiettivi futuri. Agire cosi' non e' perdonare, ma e' entrare nel complesso meccanismo della negazione in cui il passato con le sue ferite diventa un'ombra che ci perseguita, come fosse un fantasma e prima o poi capita sempre di girarsi e guardare la propria ombra, vedendo rispuntare dal passato quei ricordi che fanno male. E sono capaci di far male esattamente come anni prima.


Tutti, in un modo o nell'altro, nel corso della nostra vita siamo vittime a volte e carnefici altre. Anche non intenzionalmente finiamo per ferire le persone che amiamo di più.

È un dato di fatto. Ma ricordiamoci che nessuna famiglia, nessuna relazione d'amore o di amicizia può durare senza perdono. Le famiglie più felici e le relazioni migliori sono quelle in cui le persone ammettono i propri errori, si scusano e si perdonano a vicenda, ancora e ancora. Senza perdono prevalgono risentimento e amarezza. A prescindere da come ci si perdona il bello del perdono e' che fa sentire meglio.

Quasi come una liberazione ed in fondo in qualche modo lo e', ma non possiamo costringere qualcuno a chiedere scusa e non possiamo forzarci di perdonare. Tutti noi conosciamo perfettamente la differenza tra una scusa forzata e una che viene dal cuore quindi inutile che mi dilungo.


Parte integrante del perdono sono le scuse. Alcune persone non sono in grado di chiedere scusa; perche'?Perche' per farlo bisogna essere coraggiosi, e non tutti sono disposti ad ammettere un errore e scusarsi per quello che hanno fatto.

Poi molte persone sono permalose, si offendono per cose di poco conto e restano nell'incapacita' di perdonare persino le sciocchezze. Vivono male. Forse peggio di tutti gli altri. Perche' una cosa e' certa ci sono situazioni e situazioni, ferite e ferite. Ho visto amicizie rompersi perche' uno ha detto all'altro che il quartiere dove andavano ad abitare non gli piaceva. Una opinione espressa con franchezza e serenita' vissuta come un torto imperdonabile. Un torto cosi' grave che ha persino scatenato una vendetta. Sembra assurdo, ma queste situazioni esistono.

Ma queste per me sono stronzate, quindi lasciamole agli immaturi e iniziamo perlomeno a lavorare su una differenziazione delle situazioni.

Tre colonne su un foglio:

- Cosa e' sciocco e non va neanche considerato come una ferita?

- Cosa non lo e' e ci ha colpito come una coltellata alla schiena o al cuore?

- Cosa ha generato sofferenza reale e conseguenze irreparabili?

Concentriamoci su situazioni che veramente generano ferite importanti e "perdoni" difficili piuttosto che perdere la salute perche' siamo banalmente permalosi e ci offendiamo anche se c'e' il sole!

Bisogna cercare come al solito la consapevolezza. Che, come al solito e' il primo passo del tutto!


Ma vi rendete conto che la metà delle volte, le persone sono arrabbiate per qualcosa che l'autore del reato non si rende nemmeno conto di aver fatto?

Ho lavorato con clienti che hanno portato rancore per così tanto tempo che non ricordano nemmeno quale fosse l'offesa iniziale, ma continuano a provare risentimento. Non e' assurdo? Quando agiamo in questo modo ci facciamo un brutto regalo. E lo facciamo a noi stessi soltanto.


A proposito di regali, vi siete mai soffermati sulla parola "perdono"? La parola "perdonare" deriva dal latino e significa letteralmente "presentare, dare o conferire attraverso qualcosa o per mezzo di qualcuno".

Quando perdoniamo qualcuno, in realtà stiamo facendo un dono a noi stessi. Avvelenarci e portare rancore e risentimento verso gli altri fa male solo a una persona: noi stessi. E se ci riflettiamo la cosa paradossale e' che, il piu' delle volte, continuiamo a provare rancore verso qualcuno con cui magari non abbiamo neanche piu' contatti da tempo. Cioe' noi ci pensiamo, proviamo rabbia, ma non ci parliamo da mesi o anni.

La cosa suona veramente assurda, visto che poi restiamo gli unici a vivere male con noi stessi provando sentimenti negativi mentre l'altro che ci avrebbe ferito va avanti con la sua vita felicemente.

Ma a volte e' proprio difficile, perdonare. E piu' il torto e' inaspettato piu' fa male. Perdonare e' un processo, ma è importante riconoscere che perdonare non significa condonare il comportamento di un’altra persona e avere l'obbligo di mantenere una relazione con chi ci ha feriti.

Perdonare significa lasciare andare il dolore in modo da non portarlo con noi nella nostra vita.

Il perdono è tutto sommato una decisione. Significa rendersi responsabili della propria vita e decidere pensando a se stessi. Abbiamo una ottima ragione per farlo e sarebbe quella di mettere termine a una condizione di legame con il passato, lasciando spazio al nuovo e al cambiamento di prospettiva, di orientamento e di motivazione.

Con il perdono si favorisce una condizione più rilassata e distaccata, libera da necessita' compensatorie e dalla rabbia vendicativa. Quindi se vogliamo perdonare e' necessario smettere di pensare a chi ci ha offeso e concentrarci su noi stessi e su quello di cui abbiamo veramente bisogno per andare avanti con la nostra vita.


Vediamo questa formula del perdono in 9 passi che sembra essere uno strumento piuttosto potente per risolvere anche i torti più duri e gravi, il più amaro dei risentimenti e i rancori più lunghi e schiaccianti.

Innanzitutto il chiarimento deve avvenire di persona, nel perdono il telefono e' un pessimo strumento perche' le persone si devono guardare in faccia.

Eccola passo per passo...


1. È un buon momento per parlare?

Se chiami al telefono chiedi sempre se è un buon momento per parlare. In caso contrario, chiedi quando sarebbe un buon momento. Se ti stai incontrando di persona, assicurati di non essere interrotto e che sia un buon momento per entrambi.


2. Prepara il tuo interlocutore.

Prima di iniziare a spifferare qualcosa, prepara la persona a ciò che hai da dire. Digli quello che stai provando in quel momento. Ad esempio, "Mi sento a disagio nel sollevare questo argomento ma c'è qualcosa tra di noi che vorrei chiarire ".


3. Poniti in maniera positiva e dimostra la tua apertura per la conversazione che stai per iniziare e chiarisci subito l'obiettivo e le tue intenzioni.

Quale risultato positivo vorresti come risultato di questa conversazione? "Vorrei che ci riavvicinassimo" Oppure, "Vorrei chiarire il passato e riprendere la nostra amicizia". "Mi piacerebbe che mio figlio conoscesse finalmente suo nonno."


4. Dichiarare i fatti.

Quindi puoi dire: "Vorrei che mi ascoltassi completamente e non interrompessi e poi ti ascolterò completamente senza interrompere. Ok? " Se la persona è d'accordo, puoi andare avanti iniziando a raccontare i fatti dal tuo punto di vista senza aggiungere giudizi o opinioni. Spiega esattamente cosa è successo come meglio puoi e per quel che ti ricordi. Mantieni la tua voce piatta e neutra. Se il tuo interlocutore non vuole ascoltarti per primo, suggeriscigli di iniziare lui stesso.


5. Ascolta la sua versione della storia.

Chiedigli appunto di raccontare la sua versione della storia. Ascolta e non interrompere, non importa quello che dice, ascoltalo completamente e quando ha finito dì: "Ho capito". (Questo non significa che sei d'accordo, ma solo che vuoi assicurarlo di aver ascoltato.)


6. Chiedi delle scuse, se necessario.

A questo punto, puoi chiedergli di scusarsi e puoi chiedere scusa per tutto ciò che hai fatto che lo ha ferito. Potresti chiedere: "C'è qualcosa che ho fatto in passato, intenzionalmente o no, di cui posso scusarmi?" E puoi anche chiedere a lui di scusarsi: "Vorrei che ti scusassi per ......".


7. Chiedere ammenda.

A volte le scuse non sono sufficienti. In tal caso, puoi chiedere loro di fare ammenda, di fare qualcosa che supplisca al torto subito. Non aver paura di dirlo, mi piacerebbe che fossi tu a farti perdonare.


8. Accetta le scuse.

Poi, "Accetto le tue scuse". Se dall'altra parte questo non accade lascia andare, alcune persone hanno bisogno di tempo per pensare alle cose prima di poter chiedere scusa. Lascia che se ne vadano e tornino da te. Alcune persone non chiederanno mai scusa, ma non importa perché tu hai gia' fatto la tua parte e ti sei chiarito con te stesso. Hai rimesso i pezzi di te a posto e non c'e' piu' nulla su cui rimuginare.


9. L'ultimo passo per imparare a perdonare.

Infine afferma: "Ti perdono". Ricorda, puoi perdonare anche se l'altro non e' pronto a scusarsi. E se lo dobbiamo dire a noi stessi facciamolo. Perche' anche perdonare se stessi e' importante se non ancora piu' importante, talvolta facciamo errori che poi ci portiamo dentro per anni e non riusciamo a perdonarci. Beh , dobbiamo se vogliamo tornare a vivere sereni con noi stessi. Prima riusciamo a farlo meglio e'.


Lo so che non e' facile. Io ci lavoro da tempo e se anche la strada e' lunghissima, mi sento a buon punto.

Ricordiamoci sempre che, quando perdoniamo qualcuno, stiamo facendo spazio dentro di noi per il meglio che puo' ancora entrare nella nostra vita. Ci stiamo facendo un regalo - un dono che sarà molto più prezioso di qualsiasi dolore possiamo mai trattenere.


Ci vuole vero coraggio per perdonare. Ma bisogna provarci, non per gli altri, solo per noi.



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©2019  di Marianna LifeCoach   |   mbova.lifecoach@gmail.com   |   Miami - Roma

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