Convinzioni limitanti



Non e' un caso che io abbia scelto questa foto per questo post. Parlando in prima persona, sono la prima ad alzare la mano e, ad ammettere, che l'idea di dondolare nel vuoto mi terrorizza. Non potrei mai farlo, mi sento male solo all'idea.

Eccola qua, una convinzione limitante. Non posso farlo. Non ci riesco, e' piu' forte di me. Non sono capace.


"Tu sei il tuo unico limite".

Quante volte pensando di fare qualcosa o di fronte ad una proposta ci troviamo nel disagio di rispondere no, cavalcando il concetto di non farcela?

Ognuno di noi ha le sue paure o ansie, ed e' una cosa del tutto normale. Siamo esseri umani, non certo dei robot. Ma la questione diventa delicata quando ci mettiamo in testa che non possiamo fare una cosa perche' non siamo in grado di farla oppure che non possiamo provare ad affrontare una paura perche' per noi e' "troppo" forte.


Quando utilizziamo queste frasi, ci stiamo costruendo delle convinzioni limitanti.

Delle certezze che ci impediscono di fare qualcosa, affrontare qualcosa o andare avanti con la nostra vita.


Ma magari la cosa si fermasse solo al puro aspetto pratico dell'altalena, delle montagne russe o del tuffarsi al largo nell'acqua blu. Il limite piu' grande in realta' e' quello dentro di noi rappresentato dalla convinzione limitante di quanto valiamo, della nostra autostima e di quanto sia giusto mettere noi stessi in cima nella scala delle nostre priorita'.

Perche' il passo dal "non sono capace" a "non valgo niente" e' infinitamente breve e anche piuttosto pericoloso.


Se "non sono capace" lascia aperta la strada del "posso sempre imparare" e qualcuno puo' insegnarmelo, convincersi di non avere valore porta invece ad isolarsi. L'altro diventa un metro di misura con cui non vogliamo rapportarci, diventa l'evidenziatore dei nostri limiti, ma, sopratutto ci rende difficile sentirci a nostro agio.


Provate ad immedesimarvi, ad esempio, in una persona che nella vita ha una smisurata passione per le cose belle, il lusso, i soldi, la posizione, tanto da farsene una ragione di vita. Immaginate di non essere in una condizione di ricchezza, ma di confrontarvi continuamente con persone con un tenore di vita altissimo. Sarebbe un inferno, fino a quando l'autostima a pezzi non vi farebbe voltare i tacchi con la coda tra le gambe come se aveste subito la peggiore delle umiliazioni. E' un esempio forte, ma voluto per spiegare un po' anche quello che succede nella testa di tanti ragazzini a cui i genitori non comprano quel modello di telefono, le ultime Nike, il giacchetto di moda negandogli l'omologazione e facendoli sentire fuori dal gruppo.

L'accettazione della condizione di "diversi", se non volutamente ricercata genera quasi sempre sensazioni di inadeguatezza che sfociano puntualmente in cali di autostima e quindi chiusura. E' chiaro che quelli riportati sono solo esempi, ma se le modalita' e le cause sono tantissime, non diverso pero' e' il risultato.


Sentirci inadeguati, ci spinge ad evitare terreni sconosciuti rinforzando tutte le nostre certezze del 'non so fare, non posso fare, non ci riusciro' mai'.

In queste circostanze, l'unica via d'uscita e' mettersi in gioco per trasformare quelle convinzioni limitanti in "potenzianti" ed uscire piano piano dalla fossa che ci siamo creati. Si tratta di generare convinzioni che fanno aumentare il potenziale personale.

Altri esempi: chi nasce povero resta povero, per quanto mi sforzi non saro' mai abbastanza bravo, sono troppo grande per trovare lavoro, etc... Nonostante abbiano il sapore di frasi fatte, diventano nel nostro cervello delle convinzioni che poi in qualche modo condizionano il nostro modo di agire.


Realisticamente, ci stiamo sabotando. I paletti alla nostro percorso di vita ce li stiamo mettendo da soli. Scuse, bugie che ci raccontiamo per evitare il cambiamento. D'altronde a chi piace cambiare? diciamoci la verita', se siamo comodi e abituati ad un qualcosa quanto ci fa piacere abbandonare quel terreno per uno ignoto che non sappiamo che trappole nasconde?

Non piace a nessuno. Il cambiamento non piace. Per cambiare dobbiamo faticare e quando siamo comodi, tutto ci va tranne che di faticare. Cambiare significa rischiare e rischiare potrebbe viaggiare a braccetto con la paura.

Di base le nostre convinzioni limitanti sono quelle scuse di cui ci auto convinciamo per non affrontare un processo di cambiamento di cui abbiamo paura.

Le nostre convinzioni limitanti sono in buona parte la causa dei nostri fallimenti. Il nostro cervello e' perfettamente in grado di assimilare le nostre certezze e trasformarle in comportamenti. In questo caso, appunto, tutt'altro che costruttivi.

Una cosa è pensare di essere sulla strada giusta, ma tutt’altra è credere che la tua strada sia l’unica. (Paulo Coelho)

A questo punto siamo spacciati vi starete chiedendo...?!

La risposta e' NI. Siamo quello che vogliamo essere. E' tutto nelle nostre mani e siamo pienamente padroni di quello che vogliamo fare. Possiamo continuare ad essere prigionieri di noi stessi e procrastinare, inventare scuse, auto giustificarci con inutili frasi fatte oppure tirarci letteralmente su le maniche e cambiare questi limiti in opportunita'.

Capovolgere le convinzioni limitanti in convinzioni potenzianti si puo'. Diventare consapevoli di cio' in cui davvero si crede per raggiungere risultati che non credevamo alla nostra portata e' possibile.

E se adesso stai pensando che tutto questo discorso non fa per te e che sarebbe troppo tardi per cambiare alcuni aspetti della tua vita, ti stai gia' raccontando una bugia. Stai limitando la tua vita. E se ti dimostrassi che non e' mai troppo tardi, che puoi ancora rimescolare il mazzo di carte, ti metteresti in gioco?


"Il tuo tempo è limitato, quindi non sprecarlo vivendo la vita di qualcun altro". (Steve Jobs)


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©2019  di Marianna LifeCoach   |   mbova.lifecoach@gmail.com   |   Miami - Roma

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