Orgogliosi ne abbiamo?


"L’orgoglio e l’indifferenza fanno a gara a chi perde più persone".



Nessuno vorrebbe essere orgoglioso, ma in qualche modo e per certi versi lo siamo tutti. Perché non vorremmo esserlo? Perché questa parola ci evoca qualcosa che non ci piace per cui preferiamo illuderci di lasciarla fuori dalla nostra vita.


Avete mai sofferto a causa dell'orgoglio vostro o di qualcun altro? Avete mai pensato che non fosse il vostro turno di chiedere scusa e quindi siete rimasti fermi sulle vostre posizioni? Quante volte avete pensate che qualcuno intorno a voi stava sbagliando a causa del proprio orgoglio?

Vista cosíl, l'orgoglio sembrerebbe avere solo accezioni negative e non ci piace per niente questa parola,... chissà, forse ci avremo anche litigato tanto tempo fa e (per orgoglio) non abbiamo voglia di farci pace!


Vi siete mai chiesti come mai questo termine non ci porti invece a visualizzare i nostri figli o i nostri mariti/mogli di cui siamo orgogliosi o un nostro successo personale o di qualcuno a cui vogliamo bene?

Perché quando visualizziamo questa parola nella nostra mente non andiamo dritti come dei missili ad un mondo fatto di piccoli o grandi successi?


Adesso vi racconto come la vedo io.

Partiamo dal concetto di orgoglio e dal suo doppio significato tanto per chiarire almeno l'essenziale. In senso positivo essere orgogliosi vuol dire avere una buona autostima, mentre nell'accezione negativa vuol dire essere superbi.

Secondo voi in circolazione ci sono più persone con una buona autostima o più persone superbe? (Che poi anche tanti che apparentemente si credono molto fighi nascondono profonde insicurezze.) Ma comunque, chi prevale numericamente si capisce dalle tante mani con le unghie 'smozzicate' in giro oppure dagli atteggiamenti che manifestano strategie difensive, di chiusura, di omertà, di spavalderia, etc. E infatti quando sentiamo la parola orgoglio ci vengono in mente le persone (apparentemente) superbe...

E questo la dice lunga sul perché questo termine difficilmente verrà associato da qualcuno ad un colore luminoso e felice come il rosa o il giallo.


Essere felici ci piace tanto, ma sembra quasi che la felicita' abbia una durata nel tempo decisamente minore dello stato che ci provoca la sofferenza. Non penso affatto che ci piaccia soffrire, ma mentre tendiamo ad abituarci ad essere felici fino al punto di pensare che quello che stiamo vivendo sia scontato e non un motivo di gioia e sorpresa quotidiano, con il dispiacere non va nello stesso modo. A quello non ci si abitua mai.

Infatti, anche se la sofferenza non ci piace sembra quasi sia capace di autoalimentarsi.

Più pensiamo di stare male, piú ci ricordiamo che stiamo male e più continuiamo a non abbandonare quello stato di sofferenza e angoscia. Se della felicita' ci illudiamo di averne il controllo, al dispiacere ci pensiamo e ripensiamo perché abbiamo sempre l'idea di non poter cambiare la situazione di cui crediamo non avere il controllo. Non troviamo la soluzione. E spesso e' proprio l'orgoglio la nostra soluzione avendo un grande ruolo nelle sofferenze che viviamo o decidiamo di vivere facendoci restare immobilizzati in una circostanza.


L'orgoglio, che potrebbe regalarci innumerevoli gioie come vedere i nostri figli realizzare i loro sogni ed essere fieri di averne fatto parte, invece ci regala molto più spesso conflitti e dispiaceri.

Come dicevo, spesso alcune situazioni ce le infliggiamo, ma come al solito, nulla e' perduto finche' non e' perso davvero.

Pensateci, se stiamo male a causa del nostro orgoglio potremmo avere in mano il timone per provare a cambiare la direzione. Il timone si chiama motivazione.

L'orgoglio potrebbe essere la molla che ci spinge all'azione se solo lo volessimo!

Pensate a quanta motivazione ci potrebbe essere dietro all'orgoglio?!

Desiderare di sentirsi orgogliosi di un proprio successo potrebbe essere la motivazione ad imbarcarci in un progetto personale con l'idea di realizzarlo, potrebbe essere la motivazione a fare un passo indietro, analizzare una situazione e riconoscere qualche nostra responsabilità e provare a chiarirla. Potrebbe essere l'ammissione prima a se stessi e poi a qualcun altro dei propri sentimenti fino a quel momento timorosamente taciuti. Potrebbe essere la ragione per guardarsi indietro ed analizzare quello che abbiamo ritenuto un fallimento e farne tesoro affinché si possa costruire un successo futuro.

E se da una parte non c'e' alcun dubbio sul valore e sui vantaggi dell'orgoglio nel suo significato di autostima quale leva che permette di avere una vita equilibrata ed essere in grado di apprezzarci nella maniera giusta, dall'altra parte l'orgoglio ha la capacita' di isolarci diventando una temibile macchina bloccante e crea-conflitti.


La persona orgogliosa si sente superiore agli altri, crede (o si illude) di avere nelle proprie mani la verità assoluta e non ha la minima propensione ad incontrare nessuno a meta' strada. Non accetta le ragioni dell'altro se sono diverse dalle sue semplicemente perché gli manca l'umiltà per farlo.

Potremmo parlare ore dell'umiltà, ma per il momento lasciamola ad un post dedicato e torniamo al nostro caro 'orgoglio'.

Le persone orgogliose in senso negativo, che a me piace definire 'i sapientini' sono terribilmente noiose. L'egoncentrismo ci cui vivono li porta ad una competizione costante con tutto e tutti. Il loro ego 'scoppiettante' distrugge qualunque forma di confronto che, questo genere di persone, amano controllare attraverso lamentele su tutto come ad esempio situazioni che vivono, meteo, città oppure nell'esaltazione di tutto ciò che hanno o fanno che sarà sempre meglio di quello degli altri.


“Chi è troppo pieno di se stesso, non ha posto per gli altri.”


Il primato assoluto dell'orgoglioso superbo e' quello di saltare da un conflitto all’altro, convinto pure di vincerlo. Perché per l'orgoglioso il confronto non e' un puro scambio di idee ed una opportunità per imparare qualcosa di nuovo, ma solamente una competizione da vincere con la propria verità.


Nella mia 'precedente' vita mi e' capitato un 'capo' di questo tipo e vi assicuro che non c'e' disgrazia lavorativa peggiore che avere come manager un eccentrico, individualista che quando arriva in azienda te ne accorgi perché il suo ego si palesa una decina di minuti prima che si apra la porta dell'ufficio. E' successo ormai tanti anni fa e pur essendomi difesa decentemente, oggi come oggi lo avrei gestito alla grande. Peccato. Magari avrebbe imparato qualcosa ed oggi altri avrebbero un manager degno di questo nome e non un perfetto incapace.

L'orgoglioso superbo che deciderà di scendere dal trono su cui e' seduto avrà il grande vantaggio di essere una persona sicura di se', fiera dei propri successi, ma con l'apertura necessaria al confronto sano e alla rinuncia del conflitto. Diversamente collezionerà una serie di sconfitte sul piano umano che difficilmente gli eventuali successi personali ripagheranno. Anche perché non sarà capace di guardare neanche i successi delle persone che gli stanno intorno (a partire dai propri figli) traendone gioia e soddisfazione personale.


Poi c'e' l'orgoglioso equilibrato, quello che ha autostima e vive il suo orgoglio con altruismo. E' aperto e disposto a guardare gli altri come esseri umani sul suo stesso piano, da cui possibilmente imparare qualcosa. E' contento della sua vita, si gode i successi degli altri in maniera partecipe e confida in se stesso e nelle sue qualità per costruire rapporti felici. E'orgoglioso di sé stesso e delle sue cose, ma non e' orgoglioso nelle situazioni e con le persone. Chi ha una forte autostima difficilmente litiga e non vive ogni cosa come una competizione da vincere passando sopra chi è avanti con tutti i mezzi possibili.

Chi e' cosi' vive meglio, magari non brillerà in società, ma splenderà con sé stesso.

E questo e' molto piu' di tutto.


A conti fatti, l’orgoglio è la somma di tutte le porte che non abbiamo aperto e di tutte le chiavi che non abbiamo voluto dare agli altri.

E voi che orgogliosi siete? fate parte della cerchia dei fieri e umili o di quelli soli e non accompagnati? Per fortuna tutto si può allenare, anche i comportamenti che non ci piacciono e producono solo situazioni svantaggiose nella nostra vita. Se pensi di avere bisogno di imparare a controllare il tuo orgoglio contattami e in poche sessioni chiunque intorno a te vedrà la differenza.



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©2019  di Marianna LifeCoach   |   mbova.lifecoach@gmail.com   |   Miami - Roma

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