No e' no!



"Le due parole più brevi e più antiche, sì e no, sono quelle che richiedono maggior riflessioni." -Pitagora


Il numero di parole che escono dalla nostra bocca tutti i giorni non e' misurabile e la qualità a volte anche incontrollabile. Pensate un attimo a quante volte durante la vostra giornata dite SI o NO. Pensate a quante volte, anche sovrappensiero, farfugliate una risposta utilizzando una di queste due micro parole e, pur non volendo, fornite una indicazione sulle vostre intenzioni a qualcuno. Quel qualcuno prenderà per buona questa risposta e potrebbe utilizzarla a sua volta per questa qualche altra azione o decisione.


Esempio:

A- "Che dici usciamo dopo?"

B- "Ma si, si". (risponde distrattamente mentre fa altro, ma non ha intenzione di uscire)

A- Intanto si prepara pensando che usciranno.


Magari a volte si risponde mentre si pensa ad altro oppure forzati dalle circostanze o magari senza riflettere troppo.

Capita, succede. Ma perché succede? Non e' solo colpa solo della distrazione o della superficialità, o almeno non e' sempre cosi' nonostante anche in questi casi le persone sottovalutano il potere dell'uso di queste paroline (brevi, veloci e apparentemente innocue) nelle loro risposte. Possiamo capirlo se proviamo piuttosto a riflettere sul significato e la potenza della parola NO.

Dire SI e accondiscendere e' senz'altro piú semplice che dire NO. Quando rispondiamo SI nessuno si aspetta una spiegazione, tutti sono contenti e se ne fregano dei perché dell'approvazione. Egoisticamente il SI ci fa piacere. Abbiamo ragione. Stiamo facendo la cosa giusta. Tutti sono d'accordo. E si prosegue senza intoppi.

Quando invece le nostre orecchie sentono il magico suono della N e della O unite insieme, se ne fregano di chi e' o quanti anni ha quello che ha risposto. Che la risposta provenga da un adulto, da un bambino, conosciuto, familiare o estraneo quel 'NO' sarà seguito a bomba dalla domanda comprensiva della parola "PERCHÉ".


Inutile illudersi, non ci sta mai bene il secco NO, ne vogliamo conoscere per filo e per segno le ragioni pure quando potrebbero quasi essere scontate, insignificanti o comunque inutili.

Se ci pensate bene, il NO appare come la pecora nera tra i due figli, uno buono e l'altro problematico. Invece, per quanto possa sembrare sorprendente, non c'e' alcuna differenza, entrambe le risposte sono chiare, esaustive e chiuse. Indicano in maniera netta una nostra volontà. Sono risposte piene, cariche di significato e tutto ciò che potrebbe seguire al fatidico "perché" diventa solo una mitragliata di tentativi per dissuadere e trasformare quel NO in SI.


Adesso che l'abbiamo messa in questi termini, vi sembra ancora giusto non accontentarvi di un semplice, limpido no?

Sembrerà forse una banalità, ma avete idea di quanto può costare un NO a certe persone? Non tutti sono particolarmente rilassati nel non accondiscendere a delle richieste. Non tutti sono cosi' sicuri di sé stessi e delle proprie motivazioni e scelte da dire NO con scioltezza senza il timore di essere esclusi o di non essere giudicati negativamente.

Quindi se a qualcuno non costa molto dire NO per altri e' una fatica mostruosa e per qualcuno il NO diventa SI nell'obiettivo di escludere qualunque situazione conflittuale.

Si arriva al punto di frustrarsi, di non essere sé stessi, di andare contro le proprie idee e i propri gusti pur di compiacere qualcun altro. Un disastro nel lungo termine.


Tornando alla nostra magica parola, provate a pensare a quanto completo sia questo termine. Dice tutto. Nella sua brevità esprime la reale volontà di qualcuno di non fare qualcosa, il totale disaccordo su un tema discusso. NO, non avrebbe bisogno di spiegazioni, perché se ti dico di NO dovresti accertarlo con o senza spiegazioni. Le spiegazioni, se voglio dartele, dovrebbero essere vissute come una cortesia immensa, non dovuta, da ripagare con abbondanti ringraziamenti.


Avete mai pensato a quanti NO dite (o pensate senza pronunciarli) ogni giorno? E non si tratta di essere per cosi' dire 'bastian contrari', ma di esercitare la propria libertà di scelta. Ovvero l'unico modo per opporci alla volontà altrui quando non si accorda con la nostra.

Dovremmo imparare a dire NO senza giustificarci o fornire una spiegazione. Dovremmo imparare a dire NO instaurando una comunicazione serena senza vivere il senso di colpa di non essere stati accondiscendenti. Se diciamo di NO non ci macchiamo di nessuna colpa, ma se al contrario diciamo di SI quando avremmo voluto dire NO creiamo dentro di noi un conflitto interiore e una forte frustrazione che corroderà lentamente la sicurezza in noi stessi minando tutto quello in cui crediamo.

Le nostre certezze sono alimentate dall'uso che ne facciamo. Tanto più siamo certi che per noi e' giusta una cosa tanto più non avremo problemi ad affermarla nel nostro quotidiano. Se iniziamo a mettere in dubbio i nostri pensieri smettendo di difenderli e accondiscendendo con i SI alla volontà altrui, a poco a poco non faremo altro che convincerci che questi nostri pensieri non erano cosi' giusti cadendo in confusione e alimentando le nostre insicurezze.

Nel vortice dell'insicurezza l'idea di contrastare qualcuno con un NO potrebbe presto diventare un miraggio.


Quante volte vi capita di non essere fedeli ai vostri NO? Siete veramente in grado di opporvi con serenità senza pensare al NO come ad una ragione di scontro?


Ogni tanto pensateci a questa mini parola dalla grande forza, pensate a come applicarla al meglio nella nostra vita e sopratutto usatela con fierezza e convinzione.


Quando dite di NO agli altri, state dicendo SI a voi stessi. Ricordatevelo.


"Solo chi riesce a dire veramente NO, potrà un giorno imparare a dire veramente SI".
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©2019  di Marianna LifeCoach   |   mbova.lifecoach@gmail.com   |   Miami - Roma

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