Poltronizzati, pandemizzati, forse cambiati.





"Un ottimista vede opportunità in ogni difficoltà"

(Winston Churchill)




Potrebbe finire cosi', che il nostro divano ci fagociti. Pensa a quante volte hai desiderato di trovarti obbligato a stare a casa per avere finalmente il tempo da dedicare ad una serie infinita di propositi. Non dico che aspettassi l'occasione per scrivere il best seller dell'anno, ma magari rimettere a posto l'armadio, buttare cose inutili, dedicarti ad un progetto, cucinare ricette che non hai mai il tempo di preparare, leggere libri e chissa' quanto altro.


Invece no, per rubare il termine ad una mia allieva (ed ormai amica), abbiamo rischiato di fare la fine del cane in foto: poltronizzarci, impigrendoci e rimandando di giorno in giorno a domani qualunque proposito costruttivo.

Avete mai pensato a questo lungo periodo di 'congelamento' come ad una opportunita' per rimettere in discussione la vostra vita e la vostra routine pre-clausura ed analizzare se veramente vi piaceva o se la cambiereste? Quello che assorbiva i vostri giorni vi rendeva felici e soddisfatti?


Senza dubbio, come ogni situazione 'extra-ordinaria' ognuno l'ha vissuta a modo proprio, qualcuno in maniera proattiva, qualcuno lasciandosi andare.

Attualmente, su tutto questo caos portato dalla pandemia, sembrano esserci due correnti di pensiero contrapposte. Infatti coach, psicologi, motivatori e guru della produttività non vanno tutte nella stessa direzione. Alcuni sembrano incoraggiarci ad usare questo momento per raggiungere tutti quegli obiettivi per i quali non abbiamo mai avuto tempo, mentre altri dicono che questa situazione e' psicologicamente difficile da affrontare e andrebbe vissuta con calma, regalandosi un ampio stop, senza buttare altra benzina sul fuoco.


Questa di fermarsi completamente, anche col cervello, e' una scelta che potrebbe rivelarsi (o essersi gia' rivelata) una trappola pericolosa...


Certo e', che tentare di essere forzatamente produttivi e continuare a muoversi come il criceto sulla ruota, per quanto possa sembrare positivo, in realta' ci scoraggia e ci distoglie dall'assecondarci e dal prenderci cura di noi stessi, forzandoci a reagire velocemente e senza una solida e profonda riflessione. Ci fa sfuggire l'opportunita' di concentrarci su noi stessi e attivare l'auto-compassione: un atteggiamento essenziale per il raggiungimento di obiettivi importanti durante un momento difficile. Sarebbe un po' come voler correre un Gran Premio senza avere mai guidato prima una Formula1.


D'altro canto, la seconda teoria ci invita, invece, ad usare la pandemia come scusa per

'essere meno del nostro meglio" e anche questo nasconde un rovescio della medaglia insidioso. Rischiamo di fare la fine del cane spiaggiato sul divano come quello della foto del post. In questo ultimo periodo, tante persone hanno iniziato ad avere difficoltà ad alzarsi dal letto o a scendere dal divano e stanno ricascando in vecchie cattive abitudini, come mangiare troppo e abbuffarsi di schifezze guardando la TV che magari neanche gli piace o che prima della pandemia non avevano neanche il tempo di considerare prima delle 9:30 di sera. Queste abitudini portano alla pigrizia, all'abbrutimento e allo sconvolgimento delle proprie routine in cui, giorno dopo giorno, diventa sempre piu' difficile rientrare.


Quando rinunciamo a ciò che ci fa alzare dal letto, stiamo silenziosamente comunicando al al nostro corpo che siamo inutili. Perdiamo lo scopo e con esso l'energia, la motivazione, l'entusiasmo. Si corre il serio rischio di andare incontro alla depressione, stimolata anche da fattori ansiogeni e paranoici dovuti alla percezione del rischio di ammalarci e morire. Non avere uno scopo, una motivazione e quindi nulla da fare potrebbe diventare la spinta migliore a concentrarsi sul virus, sui rischi, sulle notizie (vere e false che circolano). Potrebbe diventare una vera ossessione che ci chiude a casa con la paura di tutto e di essere contagiati anche dall'aria che respiriamo nella nostra automobile.


"La misura dell'intelligenza e' data dalla capacita' di cambiare quando e' necessario."

(Albert Einstein)


Tornando alle teorie, io credo che come spesso accade la verita' sia nel mezzo. Nessuna delle due ci spinge verso un semplice rallentamento condito di analisi e riflessioni concrete. Non ho detto uno stop, ma un rallentamento.


In questo scenario, continuare ad avere degli obiettivi giornalieri e sforzarsi di trovare una nuova routine, dopo aver visto la propria ben consolidata nel tempo saltare letteralmente per aria, diventa fondamentale. Le cose stanno pian piano tornando alla normalita', ma questo implica che anche il nostro cervello, le nostre emozioni devono tornare quelle che erano tre mesi fa. E ritrovare fiducia non e' sempre facile o scontato.

Obbligarsi a degli orari e ad uno schema settimanale, fatto di piccoli impegni e' senz'altro la via migliore per iniziare. D'altronde da qualche parte bisogna pur cominciare. L'estate e' alle porte e questo potrebbe essere uno stimolo importante per uscire da questo stallo e farsi trascinare dal sole verso una nuova normalita'. Poteva andare peggio in fondo. Se questo momento fosse capitato a fine ottobre con l'intero inverno davanti sarebbe stata una tortura ben peggiore.


Nella storia, tante pandemie sono state superate e sempre si e' tornati alla vita che noi tutti facevamo fino a tre mesi fa. Sara' cosi' anche questa volta, ci vuole solo tempo e un po' di fiducia. Torneremo ad abbracciarci presto. Nel frattempo abbiamo ancora l'opportunita' per goderci questo rallentamento e utilizzarlo per guardarci dentro, prenderci cura di noi e capire cosa veramente vogliamo. Come vogliamo che sia domani. Qualcuno ci ha rimesso in mano il mazzo di carte, adesso sta solo a noi capire se vogliamo dargli una rimescolata. Forse e' arrivato il momento di cambiare qualcosa o forse questo stallo ha regalato nuovo valore a quello che gia' avevamo, ma che davamo per scontato.


Oltre al divano, questa pandemia ci ha regalato del tempo per pensare, l'opportunita' di guardare lo stesso panorama con occhi diversi e infine un foglio bianco e delle matite.

Sta solo a noi decidere se stracciare il foglio e riprendere la vita da dove l'avevamo lasciata o, provare a scrivere un finale diverso. Magari migliore.


Ci sono sempre due scelte nella vita: accettare le condizioni in cui viviamo o assumersi la responsabilita' di cambiarle.

(Denis Waitley)


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©2019  di Marianna LifeCoach   |   mbova.lifecoach@gmail.com   |   Miami - Roma

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