Quando l'amore è tossico


Spero che un giorno tornerò

nella tua testa e penserai

"Non avrei dovuto lasciarla andare via".


Leggendo questa citazione sorrido, si sorrido pensando a tutte le persone che almeno una volta nella loro vita l'hanno detta o pensata. Credo tutti. Presto o tardi, la batosta e' arrivata sulla testa di chiunque e mentre credi che stai perdendo l'unica opportunità nella vita di amare, pensi alla frase di apertura di questo post.


Cosa a che vedere tutto questo con il titolo? Apparentemente poco, in realtà molto più di quanto si immagini. L'amore tossico, e' in parole povere l'amore sbagliato. Quello verso una persona che per noi diventa una assoluta dipendenza emotiva e che presto o tardi finisce per non ricambiare quel sentimento, ma farci diventare il suo bersaglio prediletto.


Nell'amore tossico, siamo niente di meno che delle amabili pecorelle dentro un recinto dove e' il pastore che decide le regole. Ci fa uscire quando dice lui, ci rimette al nostro posto se non ha bisogno di averci tra i piedi, decide l'erba che possiamo mangiare, quanta mangiarne e se gli girano le scatole ci rimanda a calci nel recinto o se vuole fare il furbacchione ci rimanda nel recinto con qualche carezza e sorrisetto. Noi siamo li che pendiamo dalle sue labbra, ogni parola e' un ordine, ogni critica e' una coltellata e, ci sentiamo sempre in mora e nella condizione di giustificare qualunque mossa sbagliata o parola fuori posto.

Il motto del rapporto diventa la parola 'scusa'. Ci scusiamo per ogni cosa che facciamo sperando che resti dell'idea di lasciarci nella sua vita. Ci illudiamo che ci ama, perché dopo aver fatto a pezzi la nostra autostima accoglie le nostre scuse e ci perdona.

Poco importa che sia un uomo o una donna, ognuno di noi e' ben capace, se vuole, di fare a pezzi l'altro.


Quello che in molti chiamano amore in realtà si chiamerebbe dipendenza emotiva. Niente di meno efficace di qualunque droga pesante. Liberarsene? Complicato. Ci sono persone che dopo essere state lasciate passano anni a ripensarci incapaci di riflettere sulla fortuna che hanno avuto nell'essersi liberati di un carceriere.

Si tratta di rapporti da cui, a parte col cuore a pezzi, se ne esce incapaci di guardarsi allo specchio e riconoscersi. Quasi sempre, se ne esce pensando di essere degli esseri umani pessimi, senza valore, colpevoli di tutti i disastri del mondo e incapaci di fare niente. Qualcuno arriva pure a pregare l'altro di riprenderselo che neanche fossimo in chiesa di fronte al Padre Eterno.


Mentre ci si dispera non ci si rende conto che quello e' il giorno del primo premio alla lotteria, la rinascita, il miracolo.


Non lo sappiamo, ma siamo tornati padroni di noi stessi. Ci hanno liberato dalla prigionia.

Non lo sappiamo ancora, ma possiamo finalmente tornare fare come ci pare e rimpadronirci di tutto quello che ci e' stato levato. Amici, hobbies, passioni, persino mangiare quello che ci pare all'ora che vogliamo senza doverci giustificare di nulla. Se incontriamo un vecchio amico o una vecchia amica non dobbiamo poi impegnare ore a spiegare chi era e chi non era... non più.

Non e' meraviglioso? Si lo e'. Eccome se lo e'.


Tutta questa valanga di parole e' per dire che un rapporto di amore o di amicizia dovrebbe essere di interdipendenza e non certo di dipendenza. Un rapporto e' veritiero quando e' bilanciato, quando e' basato sul rispetto dell'altro e delle rispettive diversità. Quando vive di un progetto comune in cui si condividono vedute e valori. Quando si rinforza l'autostima dell'altro dimostrandogli ammirazione. Quando c'e' fiducia perché l'altro se la merita e quando pensi di avere una spalla accanto a te e non certo uno specchio che riflette solo i tuoi difetti peggiori rimarcandoli come se fossero da cancellare dal pianeta.


In genere questo tipo di rapporti tossici trovano terreno fertile in persone indebolite da eventi o comunque anime fragili, in persone che attraversano fasi di cambiamento importanti nella vita o magari in giovane eta'.

Questo tipo di amori si insediano in persone che hanno una bassa autostima o comunque poca consapevolezza di loro stessi, delle loro capacita'. Persone molto sole o che non sanno chi sono e dove stanno andando sono senz'altro più inclini a farsi risucchiare in questo tipo di rapporti che nella dipendenza strutturano le loro fondamenta.

Augurandomi che pochi lettori si rifletteranno con il loro presente in questa situazione, sono certa che in tanti invece penseranno di aver vissuto una volta nella vita questo tipo di rapporto. E preparatevi perché certamente prima o poi potreste vedere i vostri figli in quella situazione e sapere cosa fare potrebbe senz'altro tornarvi molto utile.


Se pensi che potresti trovarti in una situazione del genere, non ti far convincere da chi ti vuole far credere che sei tu quello o quella sbagliata ma affidati a qualcuno che ti aiuti a ritrovare la fiducia in te stesso e la forza per arrampicarti e uscire dalla buca in cui sei caduto. Fuori dalla buca c e' l'ossigeno che meriti di respirare e la vita che meriti di vivere fatta solo delle tue scelte. Finalmente libere.



"Amatevi l’un l’altro, ma non fatene una prigione d’amore.

Piuttosto vi sia un moto di mare tra le sponde delle vostre anime. Riempitevi l’un l’altro le coppe, ma non bevete da un’unica coppa. Datevi sostentamento reciproco, ma non mangiate dello stesso pane. Cantate e danzate insieme e state allegri, ma ognuno di voi sia solo, come sole sono le corde del liuto, benché vibrino di musica uguale. Donatevi il cuore, ma l’uno non sia di rifugio all’altro, poiché solo la mano della vita può contenere i vostri cuori. E siate uniti, ma non troppo vicini; le colonne del tempio si ergono distanti, e la quercia e il cipresso non crescono l’una all’ombra dell’altro".


(Khalil Gibran)

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©2019  di Marianna LifeCoach   |   mbova.lifecoach@gmail.com   |   Miami - Roma

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