Quei difetti degli altri




"Non chiedete a nessuno di dirvi un suo difetto: vi dirà un suo pregio, fingendolo un difetto." (P.C.)



Vi hanno mai chiesto di parlare dei vostri difetti? Non so, magari durante un colloquio di lavoro. Uno di quelli a cui tenete tanto e che non vorreste mai rovinare a causa di un tentennamento di fronte ad una domanda scomoda... quella poi, che capita quasi sempre e, di fronte alla quale partono creazioni fantasiose che vedono dei pregi trasformarsi magicamente in difetti.

A parte il fatto che questo tipo di strategia creativa non e' mai premiante, soprattutto quando ci si trova di fronte a professionisti delle risorse umane spesso laureati alla facoltá di psicologia, ma, cosa anche più importante e' l'ammissione a noi stessi di non conoscerci affatto, al punto di non essere in grado di individuare i nostri reali difetti. Quelli veri, quelli che si possono raccontare utilizzando un solo termine e non certo un giro di parole, quelli che gli altri vedono benissimo in noi e che noi vediamo altrettanto bene negli altri.


Vi siete mai chiesti come mai con gli altri siamo cosi' bravi ad individuare ciò che proprio non ci piace e su noi stessi siamo cosi' miopi?

A dirla cosi', sembra quasi un comportamento presuntuoso, ma cambia subito aspetto se pensiamo che molte volte sono le stesse persone che descrivendosi ammettono di essere piene di difetti. Che però non sanno poi individuare realmente.


Non e' presunzione infatti, non sempre almeno. E' assenza di consapevolezza, e' pura confusione. Non sappiamo chi siamo veramente e abbiamo paura di conoscerci per chi siamo realmente.



Vediamola cosi: e' pesante ammettere di avere lo stesso pessimo atteggiamento che giudichiamo odioso negli altri. Non ci piace pensare che siamo sbagliati e che qualcuno può giudicarci come noi giudichiamo a nostra volta gli altri. Una forma di difesa, una illusione, un modo per piacerci di più, ma senza alcun dubbio la manifestazione evidente che siamo molto lontani dalla consapevolezza. Giudicare gli altri duramente ci metterebbe nella condizione di giudicare noi stessi altrettanto duramente e questo, quasi sempre, diventa scomodo per la nostra autostima. Vorremmo somigliare a chi ci piace, non vedere in noi qualcuno che ci sta antipatico.


Magari abbiamo l'autostima a pezzi, ma vediamo in noi tanti pregi e pochi difetti, non ci piacciamo pero' continuiamo a trovare in noi lati positivi e non odiosi. La verità e' che ci vorrebbe più chiarezza e meno giudizio. Se smettessimo di giudicare, se fossimo maggiormente concentrati su noi stessi anziché perdere tempo ad analizzare gli altri, se lasciassimo andare via le paure del giudizio altrui forse potremmo costruire la nostra consapevolezza infischiandocene di ciò che potrebbe non piacerci guardandoci riflessi in uno specchio o nell'opinione di chi ci contorna.


E' difficile, forse anche difficilissimo, ma prima o poi e' uno sforzo che dobbiamo affrontare. Quello di accettarci con i nostri difetti cosi' come ci accettano gli altri. In fondo siamo un disegno fatto di chiaro scuri. Viviamo in un equilibrio di cui abbiamo bisogno, in cui necessariamente dobbiamo far coesistere tutto. Il positivo e il negativo...






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©2019  di Marianna LifeCoach   |   mbova.lifecoach@gmail.com   |   Miami - Roma

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